26 Ottobre 2007

TESTO UNICO NELLE SCUOLE

questo 3d vuole essere un punto di dibattito su quella che ho avvertito essere una delle proposte del blocco studentesco.
 
ora vi espongo i motivi che mi vedono contrario ad una simile iniziativa/proposta, sarebbe cosa buona e giusta riuscire a dibattere nello specifico senza tirare dentro inutili diatribe di partito nè polemiche ad personam.

1) innanzi tutto non si può chiedere un testo unico senza avere in mente quale testo proporre.
questo perchè il significato della proposta cambia a seconda del libro che si intende adottare, evidentemente spaziando da quelli più "politicizzati" a quelli più tecnici.
vi assicuro, inoltre, che la totalità dei libri "importanti" di storia e di italiano è scritta da sinistra, che danno una visione assolutamente falsata della realtà dal punto di vista storico, ma anche della letteratura e della sua interpretazione, il che è forse ancora più grave. esistono tuttavia alcuni testi di scarsa diffusione (per l orientamento maggioritario a sinistra dei professori) di altro orientamento ed ispirazione, più equilibrati e con un giudizio sui fatti e sugli autori diverso ed interessante. evidentemente se si dovesse scegliere uno per tutti, la scelta ricadrebbe inevitabilmente su uno del primo tipo.
le conseguenze le potete immaginare, perlomeno chi di voi ha vissuto la scuola con una certa intensità e attenzione.

2) il vero problema da un punto di vista economico poi non è certo quello di avere un unico libro, ma casomai di limitarne le riedizioni, che cambiando di anno in anno costringono gli studenti a non poter acquistare il libro usato che pure ha gli stessi contenuti.

3) una proposta di legge del genere è in ogni caso assurda perchè presuppone che di tutte le case editrici una e una sola deve essere quella deputata alla stampa di tutte le copie. quindi: come si decide questa? chi ha detto che il costo sarà inferiore? anche uno studente della prima di ragioneria sa che la concorrenza abbatte i prezzi, il monopolio li alza, se non direttamente almeno indirettamente.

4) infine il punto che a me sta più a cuore, la tutela di una seppur minima garanzia di libertà di insegnamento, una libertà del padre di scegliere ANCHE in base al come viene insegnato al figlio, una educazione in continuità con quella familiare. mi rendo conto che si sfora nel discorso scuole pubbliche vs scuole private, ma in effetti la possibilità di scegliere un ibro che evidenzi alcuni aspetti piuttosto che altri è senz altro positiva.
positiva, se non altro, perchè contraria alla omologazione e alla massificazione.

fonte politicaonline.com
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